Tre italiani agli ottavi degli AO per la prima volta nella storia

Introduzione Un risveglio che mette di buon umore gli appassionati del tennis, e non solo. Questa notte, infatti, abbiamo assistito ad un’impresa che rimarrà per sempre nella storia di questo sport. Per la prima volta tre italiani arrivano agli ottavi di finale degli Australian Open. Mai accaduto agli US Open, una sola volta a Wimbledon, nella scorsa edizione, con Sinner campione, Cobolli ai quarti e Sonego agli ottavi. Questo dato è stato invece registrato ben sei volte nel Roland Garros. La vittoria di Musetti Il numero 5 ATP si aggiudica il match più lungo della giornata, dopo quattro ore e 27 minuti, si porta a casa la vittoria. Dopo un primo set perso al tie-break (5-7), riesce a chiudere i due successivi in scioltezza (6-4, 6-2), Machac, però, non si dà per sconfitto, continua a lottare come un vero guerriero e riesce a strappare un altro tie-break (5-7), cedendo, infine, al quinto set per 6-2. «Ero preparato a lottare fino alla fine, sapevamo che ci aspettava una giornata molto calda», ha dichiarato il carrarino al termine dell’incontro. «All’inizio non trovavo ritmo nello scambio, ero lontano dal campo. Ma ho mantenuto un’ottima mentalità e grazie a una grande condizione fisica sono riuscito a girare la partita.»  Darderi contropronostico Luciano Darderi trionfa contro il russo Khachanov, con il punteggio di 7-6, 3-6, 6-3, 6-4 dopo tre ore e 26 minuti. Traguardo importante per lui, che dimostra l’ottimo periodo di forma, dopo aver raggiunto la sua migliore posizione in carriera, entrando nella Top 25 del ranking mondiale. «È stato un momento molto emozionante, sinceramente, per come è iniziata la settimana, non me lo sarei aspettato», ha raccontato l’azzurro in conferenza stampa. «Si trattava della prima vittoria nel main draw in Australia e adesso, essere arrivato alla seconda settimana, è qualcosa di speciale.» Darderi ha sottolineato i progressi della sua squadra: «È bello, e penso che io e il mio team ce lo meritiamo; stiamo lavorando nel migliore dei modi, con costanza e qualità. I progressi sul cemento sono evidenti, e al di là delle sconfitte o delle vittorie sento di aver acquisito una buona sicurezza anche su questa superficie.» Sinner in difficoltà Paura per il numero 2 nel ranking ATP che va sotto nel punteggio, per poi quasi cedere ai crampi nel terzo set. I quaranta gradi di Melbourne, infatti, portano Jannik ad una sofferenza inaudita e ad un dramma fisico simile a quello vissuto a Shanghai l’anno scorso. Ma in aiuto al predestinato arriva la scala del caldo, che sale al livello 5, il massimo. Significa gioco interrotto su tutti i campi esterni e tetto chiuso su quelli che ce l’hanno. Spizzirri, poi, non riesce a trattenere un sorriso beffardo. Sinner può, quindi, rientrare negli spogliatoi e rifiatare. “Sono stato fortunato con la ‘heat rule’ e la chiusura del tetto, ha spiegato nell’intervista in campo. Mi sono preso il mio tempo e con il passare del tempo mi sono sentito sempre meglio. Sono molto felice di questa performance”. Queste le parole dopo la fine del match, un segno che qualcuno da lassù lo ha graziato. Conclusione Gli ottavi di finale degli Australian Open si preannunciano già storici per il tennis italiano. Luciano Darderi sfiderà Jannik Sinner in un duello tutto azzurro che promette spettacolo e adrenalina, mentre Lorenzo Musetti affronterà Taylor Fritz. Mai come quest’anno, Melbourne sembra una vetrina tutta italiana, e gli appassionati possono già sognare grandi imprese sotto il sole cocente dei campi australiani. Mi spingo, inoltre, nel dire che credo fortemente nella vittoria del torneo per la terza volta di Sinner, le possibilità ci sono, il tabellone è favorevole, probabilmente ritroveremo in finale lo spagnolo Alcaraz, dove, però, fa parecchia difficoltà contro una specialista come Jannik su questo tipo di campo.

Finale Italia-Spagna, 23 novembre ore 15:00

Appuntamento domani alle 15 per la finale di Coppa Davis tra Spagna e Italia La Spagna raggiunge l’ultimo atto della competizione superando la Germania per 2-1. Nonostante l’assenza di Carlos Alcaraz, fermato da un infortunio dopo la finale delle ATP Finals persa contro Sinner, gli iberici partono forte grazie al successo di Pablo Carreño Busta su Struff (6-4, 7-6). La Germania trova il pareggio con Alexander Zverev, che si impone in due tie-break su Jaume Munar (7-6, 7-6). A decidere la sfida è il doppio Granollers/Martínez, vittorioso per 2-1 contro Krawietz/Pütz al termine di un match che ricalca l’andamento dei singolari: Spagna avanti nel primo set (6-2), risposta tedesca nel secondo, e chiusura spagnola nel parziale decisivo. Cosa aspettarsi dalla finale L’Italia si appresta a disputare la terza finale consecutiva di questo prestigioso torneo. Le due precedenti, entrambe vinte, testimoniano l’ingresso in una nuova era: una fase in cui gli azzurri si presentano come autentici protagonisti del tennis internazionale. Nonostante il favore dei pronostici, sarà fondamentale non sottovalutare la Spagna, squadra capace di sovvertire ogni previsione. Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, insieme al doppio formato da Bolelli e Vavassori (ancora mai scesi in campo grazie ai successi per 2-0 su Austria e Belgio) proveranno a confermare il titolo e a mantenere la Coppa Davis a Bologna, città che ospita le Finals.

Sinner, dalla sconfitta negli US Open al ritorno come primo nel ranking

 LA SCONFITTA NEGLI USA Dopo la sontuosa prestazione nella finale degli US Open, Alcaraz riporta Sinner, dopo 65 settimane, al numero 2 nella classifica ATP. Lo spagnolo vince in quattro set (2-6, 6-3, 1-6, 4-6) in 2 ore e 42 minuti. È lui ad avere il pallino del gioco, come dimostrano anche le statistiche, praticamente tutte a suo favore: 39-17 nei vincenti, 5-1 break convertiti, 47-24 punti in ricezione, 10-2 ace, 0-4 doppi falli. Vorrei soffermarmi proprio su questi ultimi due dati: lo spagnolo ha di gran lunga migliorato le proprie statistiche rispetto alle sue medie, che nel 2025 sono rispettivamente 6 ace e 3 doppi falli a partita. La conferma che in sfide di questo livello, le sue qualità emergono ancora di più. BUONA RIPARTENZA L’ex numero 1 non si è perso d’animo, ripartendo prontamente con la vittoria dell’ATP 500 di Bejing, Vienna e il Six Kings Slam (esibizione, non influisce sulla classifica ATP). Ma soprattutto, ciò che ha impressionato è stata la sua performance nel Masters 1000 di Parigi, da cui è uscito vincitore senza concedere nemmeno un set. La caratteristica che accomuna questi tornei? Il suolo. Il cemento, infatti, rende Sinner essenzialmente imbattibile. L’ultima sconfitta su questa superficie, risale agli ATP del 2023, in cui perse per 0-2 contro il serbo Djokovic. LA VITTORIA A PARIGI E IL RITORNO COME NUMERO 1 A Parigi, risaltano fra tutte le partite, quelle disputate contro Zverev (in semifinale) e Auger-Aliassime (in finale).  Contro il primo, la vittoria è schiacciante: un solo game vinto dal tedesco e partita conclusa dopo 1 ora.   La finale è stata nettamente più combattuta. Il canadese, che sta attraversando un ottimo momento, è ora ottavo nel ranking e si gioca con Lorenzo Musetti l’ultimo posto per l’accesso alle Nitto ATP Finals. Dipenderà tutto dal risultato dell’italiano nell’ATP 250 di Atene, nel caso di vittoria, avremo ben due italiani nell’ultimo grande torneo dopo le quattro prove del Grande Slam. A Sinner, che si appresta a vivere la sua 66esima settimana da numero 1, verranno scalati i 1500 punti della vittoria dell’anno scorso, mentre Alcaraz ne perderà solo 200, considerando che nella passata edizione aveva vinto una sola gara. Sinner, quindi, non avrà la certezza di mantenere la testa del ranking, dovrebbe anche sperare in un flop dello spagnolo. CONCLUSIONE E RIFLESSIONI In un 2025 che si sta rivelando più combattuto che mai, la sfida tra Sinner e Alcaraz continua a definire il nuovo volto del tennis mondiale. Due talenti diversi ma complementari, capaci di spingersi a vicenda oltre i propri limiti. La rincorsa al numero 1 non è ancora finita, ma una cosa è certa: il futuro del tennis parla la lingua di questi due campioni.

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